Cerca English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
giovedì 23 novembre 2017 ..:: progetti » GREEN NET THAILANDIA ::.. Registrazione  Login
 Enter Title Riduci

                       GREEN NET                                                     

Anche in Thailandia il divario tra ricchi e poveri sta aumentando a Vìsta d'occhio. In diverse parti del paese, specialmente nella zona di Bangkok, ad alto tasso di urbanizzazione, la crescita economica ha avuto un incremento spettacolare. Hanno contribuito a ciò soprattutto la creazione di diverse zone franche ed il grande afflusso di investimenti stranieri. In altre regioni aumenta ulteriormente la povertà, oramai quasi endemica; è anche il caso di Surin, una zona nel nord-est del paese, al confine tra la Cambogia ed il Laos, particolarmente colpito dalla fuga dalle campagne e dall' impoverimento. La massiccia deforestazione della foresta equatoriale, una delle conseguenze della creazione di diversi punti di supporto militare americani durante la guerra del Vietnam, come pure, seppur in misura minore, la rivoluzione verde degli anni '70 hanno provocato gravi sovraccarichi ambientali: progressivo esaurimento delle riserve d'acqua freatica, siccità frequenti, terreni dilavati. Nonostante tutto, il 90% della popolazione, principalmente famiglie di piccoli agricoltori, si sforza ancora di (soprav)vivere di agricoltura di sussistenza in gran parte di riso. Tuttavia, gli agricoltori sono quasi sempre costretti, a causa di mancanza di denaro, a vendere la loro produzione, ancora prima del raccolto, a venditori che procurano loro anche dei crediti ad un prezzo da usura. Sono innumerevoli le famiglie che si ritrovano coinvolte in questo circolo vizioso di indebitamento, spesso addirittura per intere generazioni. E l'esodo verso la città rappresenta una soluzione solo in rari casi. E molti bambini e bambine vengono obbligati a lavorare e a prostituirsi per pagare i debiti dei genitori.
Da parecchi anni alcune ONG thailandesi stanno cercando di prendere provvedimenti finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita ambientali e sociali: promozione della coltivazione biologica del riso, in base alle sperimentazioni e realizzazioni del giapponese Fukuoka; lavorazione del riso paddy in mulini di proprietà delle organizzazioni dei agricoltori; creazione di banche del riso, commercializzazione diretta dei prodotti agricoli, al fine di ottenere prezzi migliori... Scopo finale è liberare il coltivatore da questo circolo d'indebitamento, assicurarsi l'autosostentamento e la semente, e migliorare la fertilità del suolo e la produttività del riso.
Nell'ambito di questi tentativi, diversi gruppi di agricoltori hanno deciso, con il supporto di ONG thailandesi e di OS3, il membro svizzero dell'EFTA, di esportare il riso ad organizzazioni commerciali "eque", le quali, tuttavia, all'inizio si trovarono di fronte a numerose difficoltà . Da un lato, le licenze d'esportazione rimangono, nonostante la liberalizzazione delle esportazioni, appannaggio delle grosse ditte commerciali. Dall'altro le norme e le disposizioni igieniche della Unione Europea diventano continuamente più esigenti; le attrezzature tecniche necessarie per garantire una qualità sufficiente, però, sono costose e l'acquisizione delle conoscenze necessarie richiede tempo! Dopo una complicatissima corsa ad ostacoli, adesso niente sembra mettere più i bastoni tra le ruote per l'esportazione del riso. Inoltre, si può considerare praticamente conclusa anche la bio-certificazione del riso, ovvero la creazione di una autorità di controllo thailandese. Senza il sostegno finanziario e tecnico che solo il commercio equo è disponibile ad offrire ai suoi partner, il mercato internazionale sarebbe certamente rimasto inaccessibile per gli agricoltori del Surin.
Grazie agli sforzi di tutti i partner coinvolti nel progetto in Thailandia e in Svizzera, oggi il riso del Surin può venire prodotto in misura adeguata per l'esportazione, può venire lavorato e confezionato in loco, per essere poi venduto nella rete del commercio equo. La cooperativa Nature Food provvede alle esportazioni; parallelamente viene creata da parte della Green Net, un'organizzazione fondata altrettanto di recente, una rete nazionale di commercializzazione interna al paese.


La storia del riso “equo” thailandese assomiglia un po’ ad una lunga corsa a ostacoli. I primi contatti con produttori di riso organizzati e con varie Ong locali vennero stabiliti da OS3 (Ato svizzera, attuale Claro) attraverso contatti personali, nell’inverno 89/90. Allora venne ordinato un primo container di prova, ma dovettero passare due anni prima che, dopo aver risolto problemi di deperibilità, imballaggio ed esportazione, detto container venisse infine spedito.
Nella fase iniziale, OS3 potè contare sull’assistenza, efficiente e puntuale, delle seguenti Ong:
• Local Development Institute (LDI), un’agenzia con sede a Bangkok incaricata di incanalere i fondi, attraverso organizzazioni nazionali e regionali, alle Ong thailandesi;
• Surin Farmers Support (SFS), un’organizzazione locale, con sede a Surin, che portava avanti progetti di sviluppo in diversi villaggi e si è, nel tempo, specializzata nel sostegno all’agricoltura biologica.
Per dirigere il lavoro di coordinamento a livello locale – contatti con i gruppi, suddivisione degli ordini, pagamenti, trasporti interni – venne fondato un gruppo di lavoro denominato “Committee to Promote Farmer’s Rice Trading” (CPFRT).

A dispetto di tutti gli sforzi, comunque, non fu possibile all’inizio ottenere una licenza per l’esportazione da parte di questo gruppo. Solo a partire dal 1994, grazie alla determinazione e all’impegno di Vitoon Panyakul (un membro di LDI che aveva lavorato per molti anni nel progetto del riso), si ebbe una struttura stabile, con sede a Bangkok. Fino a pochi anni fa, infatti, l’esportazione del riso era controllata dal governo thailandese attraverso un sistema di quote volto ad impedire che le organizzazioni dei produttori esportassero in maniera diretta. Un’ondata di liberalizzazioni eliminò questo problema a livello formale, ma di fatto le licenze di esportazione erano ancora rilasciate esclusivamente alle imprese commerciali. La costruzione di un’organizzazione alternativa per l’export era stata pianificata fin dall’inizio, ma si dovettero superare molti ostacoli. Le basi per ottenere la licenza furono infine gettate con la fondazione del network Green Net e con la registrazione ufficiale della Nature Food Cooperative, ad esso strettamente collegata.
Green Net – Nature Food Cooperative è stata responsabile, a partire dal 1994, per l’esportazione del riso, per i controlli di qualità dalla coltivazione al prodotto finito nonché per la coltivazione biologica. Green Net – dopo aver subito recentemente un processo di ristrutturazione interna – è un’Ong impegnata nell’educazione al consumo per la promozione di comportamenti responsabili dal punto di vista ambientale e sociale e per la diffusione di prodotti biologici. Inoltre, Green Net è il primo e più importante grossista di prodotti biologici in Thailandia e sta facendo ogni sforzo per darsi un sistema di marketing alternativo stabile e ben organizzato nel corso dei prossimi cinque anni.

Attualmente nella produzione del riso sono coinvolte circa 1.300 famiglie di piccoli coltivatori situate nelle province di Surin e Yasothorn, nella regione di Isaan, nel nordest del paese.

L’agricoltura biologica nella zona di Surin coinvolge coltivatori piccoli e medi: a parte quei contadini che si trovano in una fase di transizione e usano ancora fertilizzanti chimici (ma non pesticidi)ci sono 243 famiglie che coltivano secondo metodi di agricoltura biologica, per un totale di 300 acri (120 ettari) di terra per la produzione di riso e altri prodotti. Finora sono tre i gruppi di contadini nella zona di Surin che sono stati attivi nell’esportazione di riso attraverso i canali del commercio equo. A partire dal 1996, si è aggiunto un gruppo del Distretto di Kudchum, provincia di Yasothorn. Questo gruppo è specializzato nella produzione di Hom Mali biologico: attualmente conta 925 membri, di cui 36 sono in possesso della certificazione biologica.

 Green Net destra


 Stampa   
Copyright (c) 2000-2013   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2017 by DotNetNuke Corporation